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Rapporto preliminare sulla situazione dei diritti umani nel Partito FARC

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Questo documento è un contributo al rapporto che si presenterà al Consiglio Politico Nazionale e ha come obiettivo quello di denunciare le violazioni dei diritti umani avvenute dopo la firma dell’Accordo Finale contro i militanti del partito politico Forza Alternativa Rivoluzionaria del Popolo - FARC, con speciale enfasi sugli omicidi di ex guerriglieri delle FARC-EP in fase di reinserimento, familiari e nuovi membri del Partito Forza Alternativa Rivoluzionaria del Popolo - FARC.

In primo luogo è necessario segnalare gli impegni contenuti nell’Accordo Finale, soprattutto nel Punto 2 - Partecipazione politica: apertura democratica per costruire la Pace, deve condurre all’apertura democratica in Colombia, garantendo la maggior partecipazione politica della società e dei settori che sono stati colpiti dal conflitto armato e dall’esclusione politica, oggetto di violenza sociopolitica.

Il Punto 2.1.2 afferma l’impegno di garantire la sicurezza per l’esercizio della politica il cui obiettivo finale dev’essere il consolidamento di una cultura di convivenza, tolleranza e solidarietà che permetta l’ampliamento della democrazia participativa sulla base di prevenire la stigmatizzazione per cause di opinione o l’esercizio dell’opposizione e l’uso della violenza per la difesa o contraddizione delle idee nel dibattito e partecipazione nel panorama politico nazionale.

L’Accordo Finale prevede la costruzione di un Sistema Integrale di Sicurezza per l’Esercizio della Politica (punto 3.4) che deve prevenire le minacce alla vita, integrità, libertà e sicurezza dei i) leader delle organizzazioni e movimento sociali e difensori dei diritti umani; ii) garanzie per la mobilitazione e la protesta sociale; iii) partiti e movimenti politici, specialmente quelli che si dichiarano all’opposizione.

Il Sistema Integrale di Sicurezza per l’Esercizio della Politica creato mediante il Decreto Legge 895 del 29 maggio 2017, ha tra i suoi obiettivi centrali quello di “… contribuire a creare e garantire una cultura di convivenza, tolleranza e solidarietà che dia dignità all’esercizio della politica e offra garanzie per prevenire qualsiasi forma di stigmatizzazione e persecuzione”.
L’Istanza di Alto Livello, deve garantire l’implementazione, funzionamento e articolazione del sistema di Sicurezza, stabilire meccanismi di interlocuzione permanente con partiti e politici e movimenti sociali, e in particolare il partito che nasca dalla transizione delle FARC-EP alla vita civile e l’implementazione della Commissione di Controllo e Valutazione del lavoro del Sistema Integrale di Protezione.

Rischio Territoriale
D’accordo all’Allerta Precoce N°022-18 del 14 febbraio del 2018, emessa dal Sistema di Allerta Precoci del Difensore del Popolo, nell’ambito del processo elettorale attuale ha identificato 287 municipi in 29 Dipartimenti a rischio elettorale per l’incidenza di gruppi armati illegali, il che corrisponde al 25% dei municipi del paese. D’accordo a questo documento, dei 277 municipi e 10 aree non municipalizzate segnalate con qualche livello di rischio elettorale, 87 sono stati qualificati come a rischio Estremo (13 dipartimenti), 91 a rischio Alto (18 dipartimenti) e 109 a rischio Medio (22 dipartimenti), dove il rischio estremo e quello alto sono quelli in cui è maggiore la possibilità che si verifichino episodi di violenza o gravi attentati alla vita ad opera di gruppi illegali.

D’accordo all’Allerta emessa, i dipartimenti a rischio Estremo sono Antioquia (con 20 municipi), seguita dai dipartimenti di Bolivar con 13 Chocó con 12, Nariño con 10, Norte de Santander con 8, Cauca con 7, Arauca con 5, Guaviare con 4, Caquetá con 3, Meta con 2, y finalmente Casanare, Putumayo y Risaralda con 1 municipio ciascuno.

Tra i gruppi armati illegali, identificati come fonte di rischio, ci sono Las Autodefensas Gaitanistas de Colombia - AGC, in 127 municipi (48 ritenuti a rischio Estremo, 47 a rischio Alto e 32 a rischio Medio). Altri gruppi armati illegali sorti posteriormente alla smobilitazione delle AUC, sono stati identificati come fonte di rischio in 70 municipi (17 a rischio Estremo, 20 a rischio Alto e 33 a rischio medio). Questa situazione ci consente di dedurre che le strutture paramilitari che permangono nelle regioni, oltre ad essere fonte di rischio estremo e alto, sono presenti in 197 dei 287 municipi a rischio.

Omicidi di ex guerriglieri in fase di reinserimento
D’accordo all’informazione raccolta, dalla firma dell’Accordo Finale (24 novembre 2016) sono stati assassinati 37 ex guerriglieri delle FARC-EP in processo di reinserimento, mentre 1 ex guerrigliero è morto per non aver ricevuto la dovuta assistenza medica nel carcere Combita (dipartimento di Boyacá). I dipartimenti dove si è registrato il maggior numero di omicidi di ex guerriglieri sono stati, il dipartimento di Nariño (14) e il dipartimento di Antioquia (7).

D’accordo ai dati raccolti, gli omicidi sono avvenuti in 9 dei 13 dipartimenti catalogati come a rischio Estremo per l’imminenza di atti di violenza e attacchi alla vita e integrità fisica di persone, soprattutto nell’ambito della campagna elettorale.

In relazione ai presunti responsabili, d’accordo all’informazione regionale fornita, si tratterebbe di membri di gruppi paramilitari, membri delle Autodefensas Gaitanistas, membri dell’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) e gruppi non ancora identificati.

Attacchi contro familiari
In relazione agli attentati contro la vita e integrità fisica dei familiari di ex guerriglieri delle FARC-EP in processo di reinserimento, d’accordo con l’informazione fornita da diverse organizzazioni, sono stati assassinati 12 familiari mentre un familiare è rimasto vittima di scomparsa forzata lo scorso 28 ottobre, nel municipio di Puerto Santander nel Norte de Santander.

La responsabilità di questi crimini è attribuita principalmente a gruppi paramilitari (7) e a gruppi armati non identificati (6). Come per gli omicidi di ex guerriglieri in processo di reinserimento, questi attacchi sono avvenuti in dipartimenti catalogati a rischio estremo: Antioquia (3), Choco (2), Caquetá (2), Putumayo (2), Meta (1), Tolima (1) e la scomparsa forzata nel Norte de Santander.

Situazione dei Prigionieri Politici
Pur esistendo una Legge di Amnistia e decreti presidenziali, dopo quasi 14 mesi dall’entrata in vigore della Legge di Amnistia e Indulto, rimangono in carcere un po’ più di 500 prigionieri politici membri del Partito FARC, soggetti a condizioni indegne visto il sovraffollamento delle carceri del paese e l’incapacità dello Stato di dare piene garanzie a chi è beneficiario di tale legislazione. A questo va aggiunto che ad oggi continuano alcune sanzioni disciplinari e limitazioni che impediscono l’accesso reale degli ex guerriglieri al diritto di partecipazione politica.

Dall’entrata in vigore dell’Accordo Finale sono state documentate denuncie relazionate a trattamenti crudeli, inumani o degradanti nelle carceri, pestaggi, vetri negli alimenti, negligenza nelle prestazioni mediche, ecc. come denunciato dalla Corporación Solidaridad Jurídica nel suo comunicato dello scorso 2017. “Roberto Sepúlveda Muños, o Arturo, come era conosciuto nell’organizzazione, si trovava recluso nel patio numero 8 del carcere di Barne (Tunja) quando fu ricoverato il 22 settembre 2017 nell’ospedale San Rafael nella città di Tunja con un quadro clinico piuttosto delicato…Roberto è morto mentre si trovava in terapia intensiva all’ospedale San Rafael nella totale indifferenza del Governo Nazionale e del INPEC.”
A questa denuncia va aggiunta quella della morte di un bimbo prematuro avvenuta il 14 aprile del 2018 nell’ospedale di Engativá. La madre era la detenuta politica Rocío Cuellar Guevara, militante delle FARC-EP rinchiusa nel carcere del Buen Pastor de Bogotá. Bisogna inoltre sottolineare che i prigionieri/e politici delle FARC sono vittime di aggressioni da parte dell’INPEC, l’ultima avvenuta lo scorso 10 novembre nel carcere La Picota nella capitale, con un saldo di 100 feriti tra i prigionieri, compresi membri delle FARC, alcuni con ferite gravi. Continua inoltre il furto degli effetti personali e delle medicine senza che siano state prese misure disciplinari a riguardo, nonostante le ripetute denuncie.

Vale la pena ricordare che non esiste una via differenziata di reinserimento per gli ex prigionieri che consenta un reinserimento degno e integrale, che garantisca il godimento pieno dei diritti e opportunità, tenendo in conto le condizioni e caratteristiche proprie della loro permanenza in carcere, in alcuni casi anche per oltre 20 anni.

Attacchi contro il partito FARC nel contesto della campagna elettorale
Dall’inizio della campagna elettorale si sono registrati 5 attacchi in eventi della FARC, avvenuti nella città di Armenia, Pereira (municipio di San Vicente del Caguan), città di Cali, municipio di Yumbo e città di Monteria nel dipartimento di Cordoba.
Questi eventi si inseriscono nel contesto di ostilità e ostruzione per ragioni politiche e di istigazione a delinquere, dato che si è trattato di azioni violente promosse da giornalisti e militanti di partiti dell’estrema destra. Queste azioni sono state denunciate davanti alle autorità competenti.
A questo vanno aggiunte due situazioni di estrema gravità: l’aggressione fisica contro una militante del nostro partito nella località di Ciudad Bolivar a Bogotá otto giorni prima dell’apertura ufficiale della nostra campagna (29 gennaio) nella stessa località. Il secondo episodio è l’attentato di cui sono stati vittima altri militanti FARC, nei giorni scorsi, di nuovo in località Ciudad Bolivar.

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