Chi Siamo   -   Contatto  Español  EnglishPortuguesAleman

La curiosa dichiarazione di Brownfield sulla politica sulle droghe in Colombia

1
0
1
s2smodern
powered by social2s

Scritto da Alexandra Nariño (Tanja Nijmeijer), membro della Delegazione di Pace FARC-EP

Il funzionario antidroga statunitense William Brownfield* ha rilasciato alcune dichiarazioni curiose il 16 giugno, in materia di produzione di coca e politica sulle droghe in Colombia.

Ha dichiarato, tra l'altro:

"Dobbiamo riconoscere che mentre il processo di pace e delle trattative progredivano e avanzavano, in questi ultimi quattro anni,  uno degli elementi della politica del governo colombiano che non si è mantenuto a livelli precedenti è stato quello della lotta al narcotraffico e dell'eradicazione".

Lasciando da parte le sfumature diplomatiche, sembra che il funzionario stia suggerendo che il processo di pace rappresenta un bastone tra le ruote degli sforzi anti-droga in Colombia.

A mio parere, le dichiarazioni di Brownfield sono infondati, fuorvianti e vanno contro ciò che è stato accordato all'Avana sulla sostituzione di colture utilizzate a fini illeciti. D'accordo con i numeri forniti dal governo colombiano, la quantità totale di ettari coltivati a coca ha iniziato ad aumentare tra il 2010 e il 2011 (con 2000 ettari), mentre il processo di pace non è cominciato che a novembre 2012. In altre parole, la tendenza alla crescita esisteva molto prima che il processo di pace venisse avviato, pertanto non ha senso collegare il fenomeno "processo di pace" alla variabile "aree di coltivazione di coca". Non dobbiamo paragonare le mele con le arance.

Inoltre, numeri forniti da agenzie nazionali e internazionali diverse coincidono sul fatto che, se ignoriamo il picco del 2000, la coltivazione di coca è leggermente aumentata a partire dagli anni novanta. La guerra alla droga, che ha avuto inizio nel 2001, ha prodotto una diminuzione improvvisa di coltivazioni di coca, ma solo fino a quando i coltivatori si sono spostati in aree alternative, nel 2004. Da allora questo genere di coltivazione ha registrato alti e bassi; non è stato cioè esattamente un risultato convincente dell'investimento millionario fatto per la riduzione della coltivazione della coca.

estadistica.jpg

E' ampiamente risaputo che la risposta storica dei coltivatori di coca alle politiche di eradicazione senza investimenti sociali e all'irrorazione aerea è stata il trasferimento e la semina in altre zone. È per questo che i protagonisti dei colloqui di pace hanno progettato una nuova strategia, cambiando l'approccio alle politiche sulla droga, riconoscendo questo come un problema sociale e non criminale. 

Le dichiarazioni di Brownfield istigano il governo colombiano ad agire in senso contrario a quanto acordato all'Avana. Allo stesso tempo, tuttavia, il governo degli Stati Uniti è stato un attivo sostenitore del processo di pace. Il messaggio inviato in questa occasione è dunque abbastanza ambiguo: sostegno al processo di pace - inteso come la smobilitazione delle forze della guerriglia e il loro reinserimento nella vita civile - ma non agli accordi raggiunti su investimenti sociali nelle aree di coltivazione di coca, de-criminalizzazione dei coltivatori di coca e consumatori, per citarne solo alcuni.

Le dichiarazioni di Brownfield sono inquietanti, nel senso che le élites colombiane al potere potrebbero prendere questo goffo intervento sul serio, e anche assumerlo frettolosamente come linea guida. Dopo tutto sono tristemente note per tradurre ciecamente i desideri di Washington in politiche per il paese. Potrebbero pertanto fare qualunque cosa per mantenere questo "potere dietro il potere" soddisfatto, anche se questo implicasse il ritorno a politiche arretrate e dimostratesi inefficaci molto tempo fa.

Lo zelo del governo di soddisfare le richieste di Washington si è rivelato in maniera evidente ad aprile di quest'anno, quando in diversi villaggi di Putumayo (Sud Colombia), le truppe dell'esercito nazionale hanno improvvisamente cominciato a sradicare con la forza i raccolti utilizzando glifosato, sollevando serie preoccupazioni tra la popolazione locale. Questo, dopo le raccomandazioni formulate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nel mese di aprile 2015 per sospenderne l'utilizzo.

brownfield-1.jpg

Per essere onesti, non credo che sia questo il luogo per un'analisi costi-benefici, o almeno non in termini di dollari contro ettari di campi di coca. Gli Stati Uniti - e il mondo - dovrebbero semplicemente festeggiare il fatto che il governo colombiano ha finalmente deciso di abbandonare le criminali irrorazioni aeree, che provocano effetti devastanti per la flora, la fauna, le colture e gli esseri umani; dovrebbero festeggiare anche che il governo si è convinto del fatto che la criminalizzazione dei contadini non porta da nessuna parte. Dovrebbero sostenere la Colombia nei suoi sforzi per lasciarsi l'arretratezza alle spalle e iniziare un nuovo approccio basato sui fatti in materia di droga, un approccio più umano e intelligente.

Le FARC-EP sono pienamente convinte che la nuova politica sulle droghe, accordata durante i colloqui di pace, rappresenterà una svolta storica e un enorme passo avanti nella lotta contro la droga; sarà un modello per altri paesi a livello regionale e globale.

Brownfield avrebbe senza dubbio dovuto aspettare che il nuovo Programma Nazionale Comprensivo per la Sostituzione di Colture utilizzate illecitamente venisse implementato prima di trarre le sue ottuse conclusioni.

* Segretario di Stato aggiunto del Bureau of International Narcotics and Law Enforcement (INL). E' stato ambasciatore degli Stati Uniti in Colombia tra il 2007 e il 2010.

1
0
1
s2smodern