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Comunicato del Consiglio Politico della Forza Alternativa Rivoluzionaria del Popolo-FARC

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Il 15 settembre 2017 si è riunito a Bogotà il Consiglio Politico Nazionale della Forza Alternativa Rivoluzionaria del Popolo-FARC, al fine di analizzare la congiuntura politica ed economica del paese e procedere all’implementazione delle conclusioni del nostro Congresso di fondazione, svoltosi recentemente.

La riunione si è svolta in un ambiente fraterno, di piena unità interna e desiderio di successo e coincidenza rispetto ai compiti che aspettano.

1.- L’analisi della congiuntura politica, economica e sociale ci ha permesso di riconfermare quanto giù indicato nei nostri documenti di partito e in particolare di quanto discusso e approvato al Congresso di fondazione. Siamo di fronte ad una situazione oggettivamente straordinaria in cui esistono le condizioni per avviare un’alternativa politica di fronte alle molte espressioni della crisi nazionale. La corrosione dell’ordine esistente è evidente in tutte le forme di organizzazione del potere. Il governo ha iniziato la sua fase finale in mezzo ad una palese debolezza; il discreditato potere legislativo, la discreditata classe politica hanno raggiunto livelli storici; l’amministrazione della giustizia si trova nella crisi più vergognosa.

La corruzione trionfa senza alcuna conseguenza, al di là dello spettacolo mediatico. A tutto ciò bisogna aggiungere la situazione critica dell’economia, che oltre a generare effetti negativi nell’impiego e salario della popolazione, mostra anche i limiti del modello economico neo-liberale basato sull’estrazione.

Il bilancio pubblico conferma come gli sforzi fiscali che ci vengono imposti continuano ad essere utilizzati per pagare il debito e mantenere costi per la sicurezza e la difesa che sono incompatibili con le prospettive di pace. Nel frattempo, la salute e l’istruzione, i servizi pubblici e gli altri obblighi sociali dello Stato brillano ma per l’assenza di risorse. Un’alternativa politica di fronte a questa situazione insostenibile, più che una possibilità è una necessità per il benessere e il buon vivere dei poveri e umili. Il Consiglio Politico ha deciso realizzare ogni possibile sforzo per contribuire a processi di unità che abbiano come fine la costruzione di una alternativa politica.

2.- I messaggi profondi che ci ha lasciato il Papa Francisco rappresentano un sostegno a tutti gli sforzi collettivi e individuali per realizzare questa opportunità storica che ci offre il processo di pace, per rendere realtà i propositi di riconciliazione nel mezzo della persistenza del conflitto sociale e per concretizzare le aspirazioni delle vittime del conflitto. I semi che ha lasciato il Papa contribuiranno senza dubbio alla trasformazione culturale di portata generazionale che permetterà di girare definitivamente la pagina della guerra per intraprendere il cammino della giustizia sociale.

Seguiamo con attenzione e simpatia l’accordo di cessate il fuoco bilaterale raggiunto dall’ELN e il Governo Nazionale, sperando che esso si converta in tregua definitiva e che si possano registrare significativi progressi nell’agenda dei negoziati a Quito. Siamo assolutamente convinti della necessità di una pace completa, per il bene del nostro popolo. Consideriamo anche importante tutto quello che

si può fare per superare espressioni organizzate della violenza criminale e paramilitare.

3.- Ci preoccupa il continuo trattamento violento e repressivo della protesta sociale, così come è avvenuto durante gli scioperi dei minatori, le proteste dei coltivatori di coca e altre lotte sociali. Segnaliamo il fatto che tali pratiche potrebbero estendersi ulteriormente, visto che è evidente che il modello economico dominante è una fonte inesauribile di attivazione di conflitti nel territorio, soprattutto per la violazione dei diritti delle comunità. Faremo parte di queste lotte e le appoggeremo con tutta la nostra forza, inclusa quella necessaria per affrontare il costante omicidio dei leader sociali. Respingiamo ogni tentativo di riportare il paese alla fallita politica anti-droga di interdizione e fumigazione aerea e insistiamo sulla necessità di una Conferenza Internazionale per definire criteri di una politica globale che impegni i paesi produttori e i consumatori.

4.- Facciamo appello alla società colombiana perché vigili il drammatico stato dell’implementazione degli accordi. Di fronte ai nostri adempimenti di quanto accordato, consideriamo che lo Stato non abbia tenuto la statura storica necessaria per rispondere in maniera reciproca. In molti aspetti dell’implementazione normativa è evidente l’intenzione dell’establishment di “nascondere la testa nella sabbia” e bloccare qualunque minima riforma.

Quello che non passerà da ora in avanti, rappresenterà per noi l’oggetto della nostra lotta; prima che dopo trasformeremo in realtà le riforme concordate.

5.- Enorme inquietudine ci causa il processo di reinserimento, vista la sua situazione attuale. Non vediamo un governo con un atteggiamento positivo, che operi per contribuire al reinserimento collettivo; sembrerebbe che quello che gli interessa maggiormente è una rapida disintegrazione di quello che è stata la nostra comunità guerrigliera, senza pensare alle conseguenze di questo atteggiamento a vari livelli. La meschinità governativa si evidenza nella pretesa di ridurre il reinserimento al pagamento di prestazioni o sussidi individuali che non sono altro che palliativi temporanei. La prospettiva di consolidare economie stabili proprie, attraverso la realizzazione di progetti produttivi di natura collettiva, viene negata attraverso la barriera che impedisce la distribuzione delle terre a quelli che oggi sono contadini e contadine, ex membri delle FARC. Senza terra non ci sarà la possibilità di un reinserimento di successo. Facciamo appello al buonsenso e all’appoggio urgente da parte della comunità internazionale perché abbracci il reinserimento e faccia di questo un processo di successo per il bene della pace in Colombia.

6.- Respingiamo la sistematica campagna di disinformazione e discredito contro il nostro nuovo partito. Facciamo appello al buonsenso e soprattutto ad una azione comunicativa ben informata e documentata. Una simile campagna la comprendiamo come parte di una competizione politica, specialmente quando l’evidenza di decomposizione politica, sociale e morale del paese danno via libera ad una vera alternativa politica. Ma quando questa campagna assume i toni dell’orchestrazione calcolata del Fiscale generale della nazione, assieme alla destra e estrema destra, allora riteniamo che in realtà quello che è in atto è l’intenzione di ignorare gli accordi dell’Avana e di stimolare il non rispetto degli stessi.

7.- In questa difficile situazione, anche se piena di sogni e speranze per una nuova Colombia, abbiamo il difficile compito di costruire il nostro partito, un processo niente facile, visto che si tratta di una forza come la nostra che in poco tempo ha dovuto impegnarsi nei compiti più diversi e spiegare al paese e alla nostra militanza le nostre azioni. Questo processo visto nel complesso è stato pieno di successi; ci sono stati anche alcuni errori, abbiamo fatto sbagli. Ma sempre in buonafede, rispettando il principio del dibattito democratico e della decisione collettiva. La dinamica irrefrenabile degli eventi ha impedito realizzare analisi con i tempi e le forme che ci appartengono e questo ha aperto uno spazio per una maggior deliberazione, con effetti non previsti quando le differenze non erano sanabili e soprattutto quando questi si trasferiscono alla sfera pubblica e in essa si produce l’intervento di terzi con tergiversazioni e fraintendimenti, che provocano anche situazioni indesiderabili.

L’analisi preliminare realizzata dal Consiglio Politico Nazionale permette affermare che non c’è minaccia strutturale all’unità del Partito, che il Partito è vincolato nel suo insieme alle decisioni prese nel Congresso per quel che riguarda le conclusioni politiche e il corpo dirigente, inclusa la Presidenza di Timoleon Jiménez e il Dipartimento Politico affidato a Ivan Marquez. Insistiamo inoltre nell’importanza di far valere i principi organizzativi che ci appartengono per il trattamento e discussione delle differenze: nel minor tempo possibile, il Consiglio Politico aprirà uno spazio per favorire la più ampia discussione sulle differenze tra cloro che possono considerarsi direttamente interessati, con il proposito di superarle in maniera definitiva.

Si è insistito sulla necessità di realizzare un protocollo sull’informazione e comunicazione di partito, in particolare quando si tratta di reti sociali e si è fatto un appello a chiudere fila contro qualunque espressione che possa condizionare l’armonia e le relazioni fraterne che possono compromettere i compiti storici con i quali siamo impegnati.

8.- Il Consiglio Politico ha esortato a continuare il processo di organizzazione del Partito, che in una fase iniziale comprende l’identificazione reale della nostra militanza dopo la realizzazione del Congresso di fondazione. Questo processo di identificazione deve condurre alla definizione di una proposta preliminare di struttura partitica, in accordo ai bisogni della strategia politica. Abbiamo già cominciato a lavorare in questa direzione.

9.- Informiamo che i documenti per la registrazione del Partito sono in fase di revisione da parte degli esperti e che si è deciso di pubblicare in un unico volume i documenti del Congresso.

Bogotà, 15 settembre 2017

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