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La verità minacciata dalla meschinità

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Il processo di implementazione degli Accordi di Pace procede con difficoltà.

Alcune proprie del pachidermico apparato burocratico e altre frutto di continue azioni di sabotaggio promosse da settori della destra che, storicamente, dalla comodità delle loro casa e lussuosi uffici, hanno fatto della guerra il loro modus vivendi, costruendo poderose macchine elettorali e accumulando grandi fortune.

Dal punto di vista di quelli che hanno puntato sulla Pace, l’approvazione della JEP, in discussione al Congresso della Repubblica, significherà l’apertura di una immensa porta verso la verità ed è con essa il nostro impegno.

Sarà così come le vittime che reclamano giustamente di conoscere con certezza quello che è accaduto, e dove noi contribuiremo senza esitazione con la nostra quota di responsabilità, che si cercherà anche di rivelare l’identità di quelli che organizzarono e patrocinarono il fenomeno paramilitare come politica di Stato. E’ il modo per saldare il debito storico con la Colombia e così proseguire a percorrere la via della riconciliazione, chiudendo un ciclo di dolore e garantendo la non ripetizione.

Oggi si rilevano gli interessi politici ed elettorali di terzi, protestando per l’elezioni di alcuni magistrati che saranno nella JEP, che ha soddisfatto tutti i requisiti imposti dal Comitato di Scelta.
Sottolineiamo che coloro che oggi si allontanano dall’impegno nei confronti degli accordi dell’Avana, e si negano a implementarlo, sono la collettività dove c’è il maggior numero di militari coinvolti in casi di para-politica, corruzione ed altri fatti come la requisizione di terre ai contadini e la violazione dei loro diritti.

Come Partito Politico, la FARC è disposta a sottomettersi alla Giurisdizione Speciale per la Pace, lo abbiamo detto in varie occasioni, non abbiamo timore di raccontare al popolo colombiano la verità di quanto accaduto nel contesto della guerra. Abbiamo già offerto le nostre sincere scuse alle vittime come prova della nostra determinata volontà di costruire un nuovo paese dove ci sia posto per tutti e mai si ritorni ad utilizzare la violenza nella politica.

Risuona dunque la domanda: Perché temono la JEP? Cos’è che il paese non può venire a sapere? Chi si sta proteggendo? e molti altri interrogativi nel tentativo di decifrare l’interesse di partiti come Cambio Radicale, che oggi cerca spazio nella meschina agenda del Centro Democratico, che sta facendo lobby nei corridoi del Congresso per cercare di affondare questa Legge.

Nello spirito degli accordi, è chiaro che la loro colonna vertebrale sono le vittime, per questo puntiamo ad una giustizia riparatrice per quelli che hanno sofferto la guerra. Nella JEP non solo parteciperanno membri delle FARC ma a questa Giurisdizione si rivolgeranno anche militari, poliziotti e civili che vogliano contribuire alla verità, essendo questo di grande importanza per la riconciliazione nazionale.

Speriamo che nel Congresso della Repubblica si raggiunga questo obiettivo, consentendo così alla Pace che tanto sforzo è costata di essere preservata come diritto e che si permetta avanzare con le necessarie trasformazioni che la renderanno stabile e duratura.

@MauricioFARC

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