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Se la Guerra è stata Impunità, la Pace dovrebbe essere Giustizia

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Soltanto il 10% della Giurisdizione Speciale per la Pace (JEP), componente essenziale del Sistema di Verità, Giustizia, Riparazione e Non Ripetizione (SVJRN), contemplato nell’Accordo di Pace, è stata implementata in termini legislativi e istituzionali.

E’ quanto sottolinea il Rapporto speciale dell’Osservatorio di Monitoraggio dell’Accordo di Pace (OIAP), intitolato “Se la Guerra è stata Impunità, la Pace dovrebbe essere Giustizia”. Il Rapporto è stato distribuito durante la seduta del Senato dedicata alla discussione sulla Legge che regola la JEP.

Secondo il rapporto progressi sono stati fatti nella regolamentazione del Sistema, la selezione dei magistrati della JEP e la nomina della direttrice dell’Unità di Ricerca delle Persone Scomparse, mentre non si sono registrati progressi nelle questioni relative alle misure di risarcimento e garanzie di non ripetizione.

La Legge che regolamenta la JEP avanza “in maniera lenta e tortuosa”, sottolinea il rapporto, in uno scenario sempre più complesso man mano che si avvicinano le elezioni per il Congresso e la Presidenza e in un momento in cui si dissolve la coalizione di governo.

Il rapporto inoltre aggiunge che, se c’è davvero un impegno a garantire la non ripetizione dei cicli di violenza, allora l’implementazione della JEP deve includere anche gli altri punti dell’Accordo Finale, come la Riforma Rurale Integrale (Punto 1), le garanzie di partecipazione politica (Punto 2), il reinserimento e la sicurezza degli ex guerriglieri (Punto 3), la soluzione al problema delle droghe illecite (Punto 4).

L’Osservatorio ricorda che la JEP è un modello di giustizia transitoria e riparatrice senza precedenti nel paese che cerca un equilibro tra i diritti delle vittime, la partecipazione degli ex combattenti che hanno lasciato le armi per fare politica e contribuire alla costruzione della pace. Si tratta di un modello il cui sviluppo è seguito da vicino dalla comunità internazionale.

Per ultimo, l’Osservatorio sottolinea il pericolo che implica per l’implementazione di tutto l’Accordo la negazione o l’affondamento al Congresso del progetto di Legge che regolamenta la JEP e segnala che, in questo caso, il Presidente avrebbe la possibilità di intervenire per preservare la pace come diritto supremo e garantire così l’implementazione dell’Accordo.

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